Non credete

A tutto ciò che scrivo. 

A volte sono solo piccole parentesi di me.

Ma io sono anche tutto il resto.

Annunci
Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Sono morta infinite volte…

…ma sono ancora viva. Infinite volte rinata. Oggi ho camminato tanto. Con la testa piena di pensieri che non la smettevano di rincorrersi. Cercavo di parlare con un mio amico, ma non ci sono riuscita. Non è il mio forte rivelarmi. È più facile rivelare gli altri. Ho costruito tante pelli sopra la mia, per essere più forte. Questa pancia tanto disprezzata forse è solo un modo per difendermi. Credevo tutti mi vedessero e disprezzassero, perché venivo sempre presa in giro. Invece ho capito che sono invisibile grazie a ciò che sono. Sono come la trave nell’occhio, così grossa che non si vede. Che assurdo.

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Eternamente…

…CONFUSA.

Vivo eternamente confusa, in una bolla che rimbalza contro pareti di gomma. E forse non rimbalza, e non scoppia nemmeno, proprio per questo. E io sono chiusa dentro e non posso uscire. Vedo il mondo e le luci vorticare intorno a me, ma non riesco a chiudere gli occhi e a scordare.

Quelle pareti sono la mia mente, se anche uscissi dalla bolla sarei comunque bloccata lì dentro. E tutto questo non si vede, esce fuori solo un sorriso. O mi butto a capofitto nel lavoro, per fermare quella bolla che gira vorticosamente.

Vivo eternamente confusa. E a volte mi perdo.

Dali Galatea 600X800

Pubblicato in me | Lascia un commento

Di nuovo settembre!

Sembrerebbe da tanto che non scrivo… la realtà è che in effetti non è così tanto. È semplicemente tanto che non pubblico qualcosa. perché in realtà ho scritto tantissimo, nella mia testa per lo meno. E ho scritto qualcosa anche qui, la settimana scorsa. Perché quando si è giù è molto più facile scrivere. O forse è più utile, forse è semplicemente catartico. Serve a “buttare fuori” il male. E allora ho scritto. Parole dense e dolorose. Ma sono rimaste private. Perché non me la sono sentita di lanciarle nell’etere. Perché non trattano solo di me, e allora che importa. Ne sono responsabile io. Ma vanno a toccare anche la vita, e l’animo, di persone a cui tengo molto. Che un blog nemmeno lo leggeranno mai, credo. Ma chi li conosce potrebbe farlo. Chi mi conosce pure. E non mi va di raccontare i fatti loro. Anche se hanno inesorabilmente cambiato la mia vita. Siamo tutti intrecciati tra di noi. Ma non credo sia giusto svendere il privato degli altri per un semplice sfogo.  E sinceramente, nemmeno a caro prezzo. Ci sono eventi dolorosi che hanno segnato il mio passato. Che hanno coinvolto persone a me molto vicine e che resteranno per sempre dei buchi dentro di me. Che bruciano quando meno te l’aspetti, perché un giorno particolare una persona, un libro, un film, hanno riaperto la ferita. Ma poi tutto passa, perché il passato si chiama così perché è superato. Non c’è più, anche se a volte sembra tremendamente presente. E allora non è giusto che invece resti scritto indelebilmente nero su bianco. Qualcuno nella mia vita ha fatto cose tremende, ha vissuto cose tremende. Io ne ho sofferto di riflesso, ma non sarò io a scriverne qui. Anche se i segreti a volte bruciano e logorano più di ciò che è accaduto. Ma non si raccontano agli sconosciuti. Non online dove non c’è più controllo. No. Anche se uno crede di essere sconosciuto e al sicuro… in fondo non è mai davvero così.

Bisogna dirli solo a coloro di cui ci si fida.

E così è settembre, e si ricomincia il tran tran quotidiano. Anche se in realtà noi le ferie ancora non le abbiamo fatte. Non quelle vero, per lo meno. Tutto rimandato, a dicembre. Il freddo, però, sta arrivando lo stesso, e i nostri weekend in tenda stanno svanendo… già, perché qui ancora non l’ho scritto che quest’anno a casa nostra va molto di moda la tenda ;)! Pazienza.

Ora però saluto queste parole vuote e un po’ insensate perché è arrivato lavoro. Continuo a tradurre, continuo ad avere urgenze… e negli ultimi mesi mi hanno chiesto pure di revisionare (oggi persino di valutare un test di traduzione!)… io che sono perennemente insicura e odio qualsiasi forma di responsabilità perché temo sempre di sbagliare. Però, chissà come, mi ritrovo sempre qui. A dover essere io a scegliere e prendere delle decisioni. Ma perché la gente si fida così tanto di me? Del mio giudizio? Io proprio non lo capirò mai.

Buongiorno fine dell’estate ❤

Pubblicato in me | Lascia un commento

Ogni tanto scrivo…

…e mi rendo conto che lo faccio troppo poco. Sporadicamente.

Perché il tempo mi manca. Perché lo passo a lavorare, e quando non lavoro cerco di viaggiare. Mi manca il tempo nel mezzo. Mi mancano i fine settimana liberi, o anche le serate. Mi manca il fatto di riuscire a vedere le persone vicine, a volte vedo, o sento, più spesso quelle lontane. E mi rendo conto di essere sempre più un animale solitario. Per scelta, o forse destino. Non saprei. Sto bene da sola. Sto bene anche da sola. Solo che poi arriva il tuo compleanno. E niente, ti accorgi che rispetto a un anno prima sono in tanti a esserselo dimenticati. Forse perché fatalità era la vigilia di Pasqua e c’era troppo, tanto altro da fare. Forse perché scappi sempre e alla fine ci riesci. Forse perché sei così grassa che pensi ti notino tutti e invece sei solo trasparente. Sempre più in questi anni mi rendo conto che il mio desiderio di sparire nel nulla era perché venivo sempre additata da tutti come la cicciona, fin da piccola. E altrettanto spesso mi rendo conto come, incredibilmente, nonostante la mia mola io sia riuscita davvero a sparire. La gente non mi vede, non si accorge di me, mi calpesta, non risponde o risponde male. È la gente peggiorata o sono io? Forse dipende solo dal momento, quando non si sta bene si vede tutto un po’ più nero, un po’ più buio. Quando c’è il sole, sembra invece tutto più bello e si sorride senza motivo. Anche se la situazione non cambia. Quindi so, che ora scrivo queste righe per sfogarmi e poi passerà. Passerà come passa tutto. Tutto scorre. Tutto scivola via.

In questo periodo non sto bene. E ciò ha significato rinunciare a molti, moltissimi impegni sociali. Bere o mangiare fuori equivale a stare male. E qui non bere significa essere un mostro. Non partecipare a un pasto, un aperitivo, una bevuta significa non avere più una vita sociale. O quasi. Arrivo a sera stanca, e spesso comunque devo lavorare. Sono in poche le persone che mi sono rimaste intorno, e io lo capisco che sia stancante continuare a ricevere “no”. Però allora mi sento ancora un po’ più sola. Anche perché sono tanti anche i “no” che ho ricevuto io quando ho avuto un attimo libero o un momento in cui stavo bene. E mi ferisce il cuore sentirmi dire “sempre la solita scusa” se dico che non sto bene. Dal di fuori è complicato. E poi sorrido sempre e se sorridi non stai male.

L’ho imparata a 15 anni questa cosa. Quando il ragazzo (uomo) che un po’ mi piaceva mi fa che ridevo sempre, che non ero mai seria. Come se io fossi felice senza un problema al mondo. Invece dentro avevo l’inferno e piangevo lacrime amare e dolorose, ma non sapevo tirarle fuori. Non ho mai saputo farlo. Non ho mai saputo essere altro che bianco o nero. Quando sono con le persone, con quelli a cui tengo, voglio vivermi quei bei momenti e stare bene. Vivere l’adesso. E allora non voglio portarmi dietro l’angoscia che ho in altri posti (allora era in casa mia, e non vedevo l’ora di fuggire).

Solo che sono diventata così brava da sembrare senza problemi. Poi sono diventata quella che è sempre in giro e non si sa dove sia. Poi quella disoccupata, poverina. Quella con tanti master, ma sempre disoccupata. Poverina. E poi quella che lavora troppo, ma come fai a fare questa vita. Non si va mai bene. Sono una fuori coro. Lo sono sempre stata.

Forse è per questo che a 9 anni ho scelto il pianoforte. Perché non sta nell’orchestra. È da solo. Anche se poi avrei tanto voluto essere uno dei mille archi dell’orchestra, ma non ci sono mai riuscita.

Sempre diversa.

Credendo nella mente di essere unica, o speciale.

Ma in fondo diversi lo siamo tutti. E anche speciali.

E vorrei tornare a capirle quelle persone speciali che sapevo tanto ascoltare. E con cui ora non so più di cosa parlare. Mi sento molto distante. Distante anche da me. Ma a volte ritorno.

Pubblicato in amici, donna, follia, lavoro, libera professione, me, obesità, Personale, psicologia, sparire, viaggi, vita, yoga | Lascia un commento

giornata di merda

punto.

Pubblicato in me | Lascia un commento

Post – sfogo a caso :P

vabbeh… poi uno dopo aver scritto ed essersi sfogato magari si calma.

Magari passa tutto. Voglio imparare a lasciar che le cose mi scivolino via.

Lo so già che certe battute fatte con una vera amica, restano battute e basta. Ma su certi argomenti, discorsi fatti nero su  bianco, se il rapporto non è più quello di prima (o magari non lo è mai stato, e io non me ne sono accorta, perché ho sempre il prosciutto sugli occhi) pesano, pungono e danno fastidio.

Non sopporto chi usa due pesi e due misure, uno per sé e uno per gli altri. Tutto qui.

E ora basta, che devo lavorare 😉

Grazie, parole, per lo sfogo.

Pubblicato in me | Lascia un commento