Dimmi la tua frase ad effetto

Hai ragione. È un’era digitale, l’era dei social, e non ci sarà mai un vero addio. Non ce ne andiamo mai veramente. Siamo immersi in questa connessione costante, un bagno digitale, distanze che si annullano.

Ma non è, e non sarà mai, come stare nella stessa stanza, magari a fare due cose diverse, o a ridere insieme, a prendersi a pugni, a guardarsi negli occhi, a litigare e a contestare… E poi io che chiedo scusa a te e tu che te la prendi, o la tua testa che crolla sulla mia spalla e i tuoi capelli tra le mie dita. Né sarà come cantare insieme, e come quei momenti in cui mi vengono gli occhi lucidi e tu mi guardi forse con disapprovazione, anche se a volte mi sembri quasi più sperduto che altro. E poi cambierà il silenzio. Sarà soprattutto il silenzio ad essere completamente diverso senza la tua presenza.

Grazie per questi mesi insieme. Per avermi fatto ridere tanto, ma anche piangere. Per avermi fatto pensare, ed emozionare. Per avermi fatto scoprire nuove parti di me e riportare allo scoperto quelle che avevo lasciato da parte. Per avermi fatto vedere che non sempre tutto va in frantumi. Anche se tutti non fanno che ripetermi quanto dovrei starti lontana. E da oggi sarà così.

Mi mancherai tantissimo. E allo stesso tempo no, perché al di là dei social (dove comunque mi incazzerò tantissimo quando non risponderai, soprattutto all’inizio, quando mi sentirò più sola), anche se non te l’ho mai detto, tutte le cose che mi hai raccontato, spiegato, e di cui abbiamo discusso, mi restano in testa e tornano all’improvviso alla mente, insieme alla tua voce e ai tuoi occhi, ogni volta che ho a che fare con qualcosa di attinente. Anche solo quando fumo una cicca e la butto per terra… ti sento sempre brontolare. Tu ci sei. Non so come hai fatto, ma è così. E forse è questa la frase ad effetto che ti aspettavi stanotte.

Tu ci sei, e non te ne vai.

In fondo, tra la stronza e la cinica e la zoccola e la slave… di base resto un’inguaribile romantica, un po’ malinconica, fossero anche tutte costruzioni non reali, presenti nella mia testa quale riflesso di persona cresciuta in determinati anni, in una certa cultura e in una data società.

Posso spogliarmi di tutto, posso lavorare in levare, posso limitarmi a vivere e immergermi nel presente, nel qui e ora. Ma comunque sentire una canzone continuerà a commuovermi e a farmi provare (e ricordare) qualcosa.

Per quanto mi riguarda, restiamo un qualcosa di indescrivibile e che non riesco, né voglio, definire o catalogare. Restiamo io e te.

E ora basta, che tanto lo so che pensi che siano tutte cazzate. Ma non m’importa, ancor meno a così tanti piedi da terra.

Ciao. Ti aspetto.

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È così…

…non si può riempire un vuoto.

Mai

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Le mie parole
Sono briciole portate via dal vento
Che si disperdono
Senza meta
Senza più colore
Senza più sapore
Le mie parole
Sono piene e vuote
Allo stesso tempo
Esplodono in scintille
E poi si scordano sotto la pioggia
Delle tue lacrime
Che non escono mai
Le mie parole
Non ti arrivano
O forse ti arrivano
Ma tu le nascondi
Sotto la sabbia
Come un tesoro
Che nessuno mai più troverà
E che io credo tu abbia perduto
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sono sempre più confusa…

…da quando ti ho conosciuto.

Sei come una droga, non riesco a fare a meno di te.  Mi sforzo anche, perché lo so che mi fa solo male. E lo so che un giorno uscirò da questa follia e mi dirò che sono solo una stupida. Ma per ora non ci riesco. È come se dovessi continuare a spingere finché qualcosa non si romperà. È come se stessi cercando di testare i confini. I limiti. E non capisco più un cazzo. Letteralmente. Ma chi sei? Come hai fatto a entrarmi in circolo in questa maniera folle e asfissiante? Più ti vedo o ti sento e più non mi basta. Eppure non facciamo nulla. Parliamo. Parliamo. Parliamo. E ci guardiamo negli occhi.

Forse era proprio questo che mi mancava.

Quando stanotte sei arrivato alle 2 e te ne sei andato alle 6, mi pareva passato un minuto appena. È come se il tempo non bastasse mai. Non so più nemmeno cosa ci diciamo. E non so chi siamo. Non c’è definizione. Siamo in una realtà alternativa. Che non può esistere.

Dove sei?

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doubts

“Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri.”
Cit. Charles Bukowski

 

E se poi invece una la incontri… che ne sarà di te?

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Santa Lucia

per tutti quelli che hanno occhi

e un cuore che non basta agli occhi.

 

Cosa stiamo facendo?

 

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Non ce la faccio più

Mi spacchi il cuore

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