i soldi possono davvero cambiarti la vita?

Forse può sembrare una domanda retorica, forse lo è. Ma non sto parlando di “tanti soldi”, soprattutto finché spero di vincere al superenalotto senza giocarci! Penso all’idea di investire, o meglio chiedere in prestito, una cifra come 3000 euro, forse 4000. Possono davvero cambiare la vita a qualcuno? Forse oggi sì. Se avessi un lavoro sarebbero l’equivalente di alcuni mesi di stipendio, siamo in due in casa, si potrebbe faticare un pochino, ridurre le spese e potremmo arrivarci. Ma al momento la mia disoccupazione ammonta a una cifra ridicola perché l’anno scorso ho lavorato part-time, e non durerà per sempre. Per lo meno sono fortunata da averla, perché fino a qualche anno fa “non potevo permettermi” neppure quella. In più è difficile in questi mesi parlare di “contenere le spese” con un matrimonio alle porte! Ormai mancano meno di due mesi, vorrei tanto viverlo bene questo periodo, pensare alle cose belle che ci saranno, a quel giorno come a un momento felice, e non passare così tanto tempo a preoccuparmi per i soldi che non ci sono, per il lavoro che non so bene dove cercare. Ma il prestito non sarebbe per il matrimonio, con quello ce la facciamo e anzi, avendolo programmato prima di sapere che sarei rimasta a casa dal lavoro, ci siamo anche regalati una luna di miele strepitosa. Forse se l’avessi scelta ora ci avrei rinunciato, ma alla fine è anche vero che un’occasione del genere non ci ricapiterà mai più, e non si tratta soltanto di me. E’ giusto ed è bello così, saranno giorni indimenticabili solo per noi due e non voglio nuvole nere all’orizzonte (già ci sarà la mia schiena che romperà le balle…ma ci siam presi un’assicurazione con i contro****i per non farci fregare ;D).
No, quei soldi sarebbero solo ed esclusivamente per me, per frequentare un corso che mi porterebbe lontano ogni weekend (non lontanissimo ma di sicuro dovrei restare anche fuori a dormire) e che FORSE potrebbe aiutarmi a trovare lavoro. Difficile fare una lista di pro e contro, soprattutto nella situazione di crisi di oggi, soprattutto se si parla di editoria. Come può un qualunque master, per quanto buono, assicurarti un lavoro? Impossibile. Però può fornirtene l’occasione, lo stage giusto al momento e al posto giusto può essere l’occasione per farsi notare. Ma potrei essere così brava da convincere i miei potenziali datori di lavoro? A volte penso che dovrei essere un genio in materia, ma non penso proprio di esserlo. Certo, non credo di cavarmela così male con la traduzione e le parole, ma non penso di essere una stella che spicca nel firmamento. Ma possibile che non si possano prendere anche degli essere umani “normali”? Oramai ci vuole un genio anche per fare la cassiera, io l’ho fatto sia in Italia che in Inghilterra e devo dire che non ho avuto bisogno di un anno di esperienza per poter lavorare sufficientemente bene. Anzi i clienti son sempre stati contenti del mio servizio e poi in Inghilterra mi erano pure simpatiche le vecchierelle che mi chiedevano di dov’ero e venivano a ordinare il tacchino per Natale. Ma probabilmente ora è tutto molto più difficile e se non hai anni di esperienza non sarai mai abbastanza bravo. Chissà forse in futuro i bambini nasceranno con l’esperienza incorporata, non che mi spiacerebbe avere un bel buco alla base del collo per trasmettere dati e conoscenze come in Matrix. Ma devo dire che mi piace molto di più studiare e imparare da sola le cose. Che ci volete fare, sono fatta alla vecchia maniera e ho questo brutto difetto di essere tremendamente curiosa, se mi pagassero per imparare cose nuove sarei davvero felice!
E dunque, eccomi qui alle prese con questo dubbio amletico. Investire soldi non miei per un futuro altrettanto incerto? Fare una scelta che condizionerebbe non solo la mia vita, ma anche quella di qualcun altro? Quanto è giusto e come si può scegliere così? Attendere un anno, cercare di mettere da parti la cifra e riprovarci più avanti? Potrebbe essere la soluzione, anzi forse sarà questa la mia scelta finale. E’ che sono figlia del “Carpe Diem” (quanto ho amato quel film dal primo momento in cui l’ho visto) e nella vita le cose che mi han sempre portato bene sono state quelle che ho scelto istintivamente, le occasioni che non mi sono lasciata scappare. Per qualche oscura ragione vivo sempre come se domani potesse investirmi una macchina e non riesco a fare programmi. Mentre il mio futuro marito è esattamente il contrario, così cerchiamo di equilibrarci. Lui mi rallenta (mettermi un freno sarebbe impossibile), io cerco di accelerarlo un po’ e di farlo camminare sul ghiaccio sottile, ma a parer mio solido. Per sentire di vivere. Se si frena troppo non ci si muove, si sta fermi, si muore un po’. E la vita è già troppo piena di “schifezze” per lasciarle prendere il controllo, per continuare a lasciarci passare sotto il naso le cose belle. Anche questo matrimonio è nato così. Il mio amore attendeva la conferma (promessa e non mantenuta) di un contratto a tempo indeterminato per poter andare avanti con la nostra vita insieme. Io gli ho detto che se le sue scelte fossere sempre dipese dal lavoro, dai soldi, dalle scelte di qualcun altro, non avrebbe mai vissuto. Certo un po’ di margine di sicurezza ci vuole, ma oggi è praticamente impossibile averlo. O si vive o si muore. E io voglio vivere.
Anche se stavolte un po’ ci rinuncio, forse non correrò dietro al mio sogno, ho tempo fino a domani per decidere, per pensarci. Ma non voglio rinunciarci, l’appuntamento sarà solo rimandato. E quest’anno di pausa sarà per vivere felici e non angosciati il momento del sì. E per studiare e riempire tutte le lacune che ho, che potrebbero far sì che la mia occasione di lavoro sia un disastro e non una promessa.
Sarà questa la scelta giusta? Sono convinta che se è la mia strada, non svanirà nel nulla l’occasione. D’altronde non è una coincidenza il fatto che torno sempre sui miei passi, seguo le divagazioni per fingere una vita più sicura, ma il mio grande amore risiede sempre qui. Questa è la mia strada maestra e spero un giorno di essere così brava da imboccarla senza timore. Voglio essere migliore. E smetterla di sentirmi senza speranza (lavorativa) nel futuro.

Io ancora ci credo.

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Informazioni su ophelia76

...chi sono? Non lo so, so solo che la follia che c'è in me non si spegnerà mai. Ed è proprio lei che mi permette di "sentire", anche se forse non andrò mai (davvero) bene per questo mondo. Chissà.
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