Allora… questa Secret Dinner? :D

Per una volta provo a essere coerente e a fare un brevissimo [nda: non è stato affatto brevissimo, sorry!!!] resoconto della serata di venerdì… prima di scordare tutto e che passino altri lunghi mesi!!

E così oggi è domenica, abbiamo pranzato presto o forse fatto colazione tardissimo… insomma ci siamo dedicati a un bel brunch (e d’obbligo allora sono stati i pancake, anche se avevo quasi solo albumi, ma ci ho provato)

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e adesso sono qui sul divano, pc alla mano e in sottofondo laF: fanno una puntata de “Il cuoco vagabondo” (in realtà non sono un’esperta, credo sia la seconda volta che lo vedo) in India, un posto che prima o poi vorrei vedere. E una cucina che amo, almeno finché non è troppo piccante per il mio palato!

E allora, dopo un po’ di letture varie su internet, news, facebook, siti vari ed eventuali, ho deciso di scaricare qualche foto dal mio cellulare e di scrivere qui. Temo che nevicherà di nuovo :D!

Ad ogni modo, alla fine il menù preparato per me e i miei commensali è stato:

Antipasto

focaccine di ceci

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accompagnate da stracchino e/o soppressa con aglio (per portare qualcosa di locale, km0)

Piatto unico:

timballini di patate con speck e valeriana

(di cui ho modificato la ricetta, togliendo la besciamella per renderli un po’ più leggeri, sostituendo il grana con un po’ di pangrattato per gusto personale dei presenti, ed eliminando la noce moscata e gli spinaci, sostituiti dalla valeriana, per renderli un po’ più nichel free ^^)

con contorno di zucchine (fatte al microonde, adoro la funzione crisp!)

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Dessert:

il mio risultato migliore, una fantastica

torta in barattolo!!!

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composta da una crema al mascarpone, inframmezzata da una pasta biscotto leggermente rosata (volevo farla rossa, per legarmi al tema della serata “tutto bianco con un tocco di rosso”, ma non amo usare troppi coloranti), guarnita con dei succosi lamponi, perfetti per regalare un po’ di contrasto al sapore dolce della crema… Il tutto confezionato in vecchi barattoli di marmellata (evviva il riciclo!) che ho ricoperto con del bianco e rosso, e come se no?

A proposito di riciclo… sia i “copribarattoli” qui sopra, che i candidi tovaglioli della serata, li ho ricavati da una vecchia tovaglia bucata, per la serie “non si butta mai niente”… e direi che l’effetto è stato buono. Ed ecco il risultato della nostra tavola apparecchiata per la serata (e l’antipasto): le candele non sono accese, la location non è quella giusta, ma una prova dovevo pure farla!

MySecretTable ^^

Carina, eh? Avrei voluto aggiungere altri dettagli, ma il tavolo era davvero troppo piccolo per metterci anche un centrotavola. Comunque, finito di preparare il tutto e di organizzare scatole, scatoline, borse, trolley, e chi più ne ha più ne metta, siamo partiti e arrivati in piazza, abbiamo allestito il nostro tavolo e ci siamo goduti la serata! A quanto pare c’erano cinquecento persone o giù di lì, forse di più forse di meno, difficile dirsi… bellissima musica dal vivo in sottofondo, e soprattutto una meravigliosa atmosfera, gioviale, felice e rilassata.

La cosa più bella è stata godersi la propria città, in compagnia degli amici, cenando non al ristorante, ma con quello che si è preparato a casai, portandosi via persino tavolo, sedie e stoviglie! Tra l’altro, una volta arrivati lì, ci siamo uniti a un altro tavolo di amici, con cui avevamo appuntamento, ed è stato divertente riuscire a organizzarsi in modo da partire con la cena alle 20.30, tutta la piazza insieme! Certo, non è che proprio tutto vada sempre liscio… avete presente cosa vuol dire aprire una bottiglia di prosecco (a proposito, pure quello rigorosamente locale!), prima di iniziare la cena, giusto per fare un bel brindisi… e lavarsi completamente perché la bottiglia era stata sballotata di qua e di là lungo il tragitto? Eh già, un’altra cosa (divertente, dai!) da ricordare :). Insieme al fatto che il tappo mi ha proprio colpita in testa, e pure forte… eppure mi sono sposata due anni fa… e chi stava aprendo la bottiglia era proprio mio marito. Devo preoccuparmi? 😀

Ma bando alle ciance… ecco qualche foto della serata… non prima però di un ultimo paio di commenti.

1: il tempo ci ha graziati, per fortuna… anche se poi all’improvviso è arrivato il diluvio, fortuna che avevamo già finito di cenare, e che ci siamo potuti riparare sotto la Basilica… dove non ci siamo persi d’animo e abbiamo riaperto tavolino e sedie pieghevoli, prendendoci da bere al bar lì vicino. Che figata! (non trovi altri termini adatti), poter stare sotto il portico di una delle meraviglie della mia città, con il mio tavolino e insieme ai miei amici…quasi li avessimo invitati a casa! So che forse sembra una cosa “piccola e stupida” ma vi assicuro che l’emozione è tanta. Perché in fondo spesso sono le cose più piccole e inaspettate quelle che ci emozionano. E perché quando ho vissuto all’estero ho sentito forte proprio la mancanza dell’architettura dei miei luoghi, quello sì. Anzi ne parlavo proprio a cena con un’amica che tra poco andrà a vivere un’altra avventura, lontano da qui

2: ma se lo spirito della serata era quello di viversi la propria città, portando tutte le nostre cose da casa, la cena fatta da noi, gli addobbi magari presi dal giardino, il cibo ispirato alla nostra cultura locale, se possibile… insomma, una cosa low cost, km0 o giù di lì, fatta da noi per noi… ecco, qualcuno mi spiega perché c’era un catering al servizio di un tavolo? Non m’importa di chi ci fosse seduto a quel tavolo, né se gli mancasse il tempo di preparare qualcosa (io sapevo di averne di tempo a disposizione, e di essere molto fortunata per l’organizzaione), ma non era forse meglio portarsi via un panino o un’insalata di riso? Non so se altri l’abbiano pensata come me, ma devo dire che non ho apprezzato troppo la scelta. E credo che anche l’idea di uniformità alla base della cena, quella di un unico filo conduttore, il vestirsi tutti di bianco con qualche tocco di rosso, dovesse dare anche un’idea di unione e “uguaglianza” del gruppo, fatto di semplici “persone” (non importa chi fossero, o che facessero) che vogliono godersi la propria città nel migliore dei modi, a cena con gli amici… per cui questo grande “stacco” questo catering lì presente per me stonava proprio. Molto meglio i cestini da picnic… o i trolley (idea geniale) usati dai partecipanti per portare comodamente le proprie cose in piazza. Tra l’altro noi ci siam tutti riparati al momento della pioggia, mentre i poveri ragazzi del catering si sono pure presi una bella lavata per poter mettere via tutto… Ok la smetto di fare la polemica e criticare. Non è mia intenzione, si tratta solo una riflessione personale, niente di più. Io la serata me la sono goduta eccome, e sinceramente la prossima volta spero di coinvolgere anche un maggior numero di amici!

Ma ecco le famose foto 😉

inizia l'allestimento uno sguardo d'insieme IMG_20140905_215033 si nota la pioggia?

Ed ecco i pacchetti e pacchettini con cui eravamo partiti… cena per tre, dall’antipasto al dolce, take away:

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Bene… ora però si è fatto tardi e ho proprio voglia di andare a due passi… ma non prima degli ultimi pensieri random che ho scordato di scrivere. L’ho detto io che nel mio blog regna solo tanta confusione e un po’ di fantasia!

L’idea dei pancake… che tanto mi hanno ricordato New York (mio grande amore), stamattina è nata dal fatto che ci siamo alzati troppo tardi per andare a fare colazione fuori! E già, perché ieri sera non siamo usciti… e da qui capisco che non ho più vent’anni: un sabato sera a casa???? Però avevo dei buoni motivi, ieri è stata una giornata assurda:

– faccio le pulizie e decido di andare a fondo… tanto a fondo che sposto la libreria in camera per pulire un angolo della stanza, e ci scopro muffa e muro scrostato, o nooooo… E pensandoci bene, proprio al di là di quel muro c’è il box doccia… mi sa che bisogna farci qualcosa. Solo che ovviamente nello spostare tutto, la libreria (rigorosamente low cost) si è mezza sfasciata ^^ oooops…

– non demordo e vado avanti con le pulizie, c’è una macchiolina per terra… mi inginocchio per pulirla (devo salvaguardare la mia schiena) e poi mi rialzo in piedi ma AHIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIiiiiiiii… non ci riesco, perché prima di essere del tutto in piedi la mia testa si scontra  (si conficca???) con l’angolino superacuminato della finestra (io odio gli infissi in metallo, maledizione!). Inutile descrivere il dolore assurdo… mi sono messa a piangere dal male e non è stato molto bello togliersi la mano dalla testa e trovarla tutta insanguinata… Fortuna che non ci sono molte persone con la testa più dura della mia, per cui in poco tempo è andato tutto a posto. Certo è che non stavo benissimo dopo il simpatico incidente e ho preferito non uscire… mentre ora ho praticamente due simpatici bernoccoli in testa. Ma sto bene, eh! 😛

– la nostra fantastica serata casalinga, dedita tutta alla visione di qualche puntata di Twin Peaks (ci dedicherò un post? sì, forse, no…e chi lo sa. Però adoro questa serie televisiva e dato che il mio maritino non l’ha mai vista, gliela sto facendo vedere tutta. Venti anni dopo… e sempre affascinante. David Lynch, sei fantastico!), è stata inframmezzata dall’arrivo… no, non degli alieni, e nemmeno di strani spiriti… ma di un pipistrello!!! E fin qui, niente di male, piccolo e tenero, mi spiaceva un sacco che non riuscisse a uscire dalla stanza. E soprattutto che avesse tre predatori sulle sue tracce… i nostri tre gattoni non volevano proprio saperne di lasciarlo vivere! “Fortuna” che si è nascosto dietro il termosifone, così una volta bloccati i felini li abbiamo presi uno a uno e spostati nella zona notte…e poi siamo andati a salvare il nostro piccolo amico. Stavolta però mi son messi i guanti, già l’ultima volta un pipistrellino mi ha morso, proprio mentre lo salvavo da un assalto micioso!

Ecco insomma…ieri è stata una giornata piena di imprevisti… e allora oggi ci si rilassa. Dovevamo fare colazione in centro, ma avremmo rischiato di morire di fame, vista l’ora. E così che c’è di meglio di preparare dei fantastici pancake fatti in casa? E oltre a utilizzare più albumi che tuorli, in mancanza di essi, ho deciso di buttare tutto a caso nel mixer, senza dare un ordine agli ingredienti… lo so, le uova andrebbero montate prima, e ci sono varie scuole di pensiero per renderli più soffici e deliziosi… così come bisognerebbe mettere la pastella in frigo prima di cucinare… Ma la fame era troppa, e il risultato è stato più che apprezzato. E direi che oggi l’abbinamento migliore è stato il mio preferito: zucchero e succo di limone! Su cui ho messo pure qualche pezzo di fragolina… ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh pancake, I love you!

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Informazioni su ophelia76

...chi sono? Non lo so, so solo che la follia che c'è in me non si spegnerà mai. Ed è proprio lei che mi permette di "sentire", anche se forse non andrò mai (davvero) bene per questo mondo. Chissà.
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