non so che fare!

Ciao a tutti!

Incredibilmente sono qui a scrivere dopo quanto…? una settimana o poco più! È chiaro che la “costanza” non fa parte di me, eppure nella mia piccola (e lunghissima) lista delle “cose da fare nel 2015” c’è anche una voce che mi ricorda di “scrivere più spesso nel blog”.

Proviamoci!

So che dovevo andare avanti con la lista di cose fatte – non fatte – inventate – buttate lì a caso ecc. durante la mia assenza, ma non lo farò oggi. O almeno non in questo post (prometto però di farlo, mi son buttata giù la lista… solo che al momento non la trovo!)

La settimana scorsa ho ripreso in mano la traduzione, una mia amica mi ha chiesto una mano per tradurre degli articoli  per la sua tesi di laurea, roba tecnica e ovviamente complicatissima (alcune cose restano un mistero!), e visto che son stanca di perdere lavori perché chiedo di essere pagata il minimo sindacale… le ho fatto un prezzo stracciato. Perché poi è anche un’amica. Diciamo che non le ho regalato la traduzione, ma ero sulla buona strada. Nonostante i sensi di colpa, perché che cavolo: il lavoro è lavoro. Forse sarò lenta io a tradurre, ma se ci metto tot ore vorrei essere pagata un po’ più di 5 euro l’ora, eppure pare che sia una concezione assurda la mia. Comunque è andata così, e mi ha fatto stare bene perché oltre a cucinare (e a fare inventari) sono tornata sui libri, sui dilemmi, sulle traduzioni, sullo scrivere. E dato che c’ero, finito il lavoro (che in realtà non si è concluso, ma è rimasto in sospeso… lasciam perdere va’) ho ripreso in mano le mie traduzioni letterarie rimaste a metà. Forse dovrei andare avanti anche solo per me, per rifarmici le ossa, per fare qualcosa che mi fa stare bene, già… ma non mi dà da mangiare. E se da una parte mi entusiasmo all’idea, dall’altra lo so che nel giro di qualche giorno o poco più tornerei nel “tunnel depressivo” del #macosalofaccioafare?

Quindi non ci pensiamo.

Anche perché il mio grande dubbio, l’enorme punto di domanda in cima a questo post (che poi è un punto esclamativo!), si riferisce a tutt’altro.

Ci sono due miei carissimi amici che mi rompono un sacco le palle (in senso buono) perché apra un blog, una pagina facebook, una qualunque cosa di cucina. Ma io li capisco, vedono che sono appassionata, vedono che in fondo non fa schifo quello che cucino (almeno spero) e che vorrei farcene qualcosa di utile (e magari guadagnarci, vista la mia disoccupazione) io per prima. Solo che sono ligia al dovere, penso che avrebbe più senso se prima facessi almeno un corso di base per imparare, o magari andassi in ginocchio in un laboratorio di pasticceria o un ristorante supplicando di insegnarmi qualcosina (anche se il mio ginocchio ko mi guarda severo e mi dice: non farlo!!!). E al di là di sapere o non saper fare qualcosa, ho passato ore e ore e giorni a informarmi dal punto di vista sanitario, e non ce n’è. Da quel che ho capito io, se non hai un laboratorio a norma mica puoi vendere la roba che cucini. O sì, forse col passaparola, diciamo tra privati, ma non credo si possa “sfacciatamente” pubblicizzare online. O si può? Ormai non ci capisco più nulla. E anche si potesse, e mi offrissi di fare torte o buffet a domicilio o cose simili (ma chi mi vuole? ;P), mi sentirei in colpissima. Un po’ come una ladra. Perché in fondo io le ricette mica me le invento da zero. Le prendo da libri di ricette o da altri siti, magari le modifico un po’ perché ci voglio poco olio invece di un quintale di burro, perché le cose troppo dolci non mi piacciono e così ieri ho provato a fare della marmellata con pochissimo zucchero… cose così, ma mica me le invento. Mi sembrerebbe di rubare le ricette a qualcun altro. Sì, potrei mettere i riferimenti, ma se son tutte ricette scopiazzate, che faccio il sito a fare? Forse è perché ho lavorato troppo con i “diritti d’autore” (nell’editoria) che ora mi sento così presa in causa. O forse perché ho visto le incazzature di chi le ricette se le fa davvero e poi se le vede spiattellate online sotto un altro nome. Che poi, diciamoci la verità, tante ricette non so nemmeno da dove (o da chi) le ho prese, né se alla fine quella che ho scritto a mano è la mia versione modificata o quella originale. Quindi sarebbe impossibile anche solo pensare di mettere i riferimenti (tranne qualche ricetta qua e là). Quindi che devo fare? Aprirmi sto cavolo di blog “Come un Ariete in cucina” (o qualcosa del genere) o evitare di impazzirci sopra? Tanto lo sappiamo tutti che non avrei nemmeno la costanza di aggiornarlo, o forse sì, visto che magari lo prenderei più come un lavoro.

Ma in soldoni, a chi gliene frega qualcosa? Vabbeh io intanto cerco di sistemare le mie ricette per farne una lista decente. A proposito, voi lo avete visto il sito di http://www.chefnonna.it ? Si potrà davvero utilizzare (lo ammetto ci sto provando ma ho seri dubbi)?

Io comunque prima o poi una cena su Gnammo (http://gnammo.com/)  provo ad organizzarla… viene qualcuno?

pollo alla birra con patate al forno

pollo alla birra con patate al forno

Buon appetito dalla Paranoica numero 1 😉

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Informazioni su ophelia76

...chi sono? Non lo so, so solo che la follia che c'è in me non si spegnerà mai. Ed è proprio lei che mi permette di "sentire", anche se forse non andrò mai (davvero) bene per questo mondo. Chissà.
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