Sedici giugno – Flusso di pensieri

Già, flusso di pensieri. E non perché il sedici giugno sia una data speciale. Semplicemente non mi veniva in mente nessun titolo, avevo solo voglia di scrivere. Dopo tanto. Dopo troppo. E così ho guardato lo schermo del computer, in basso a destra, e ho letto la data. Sedici giugno.

Eh già, è davvero troppo che non scrivo qui. E non va per niente bene. Uno si fa tanti programmi, si fa le sue scadenze, giura a se stesso che proverà, sì, che proverà davvero a scrivere tutti i giorni. E poi… ta daaaa… passa un mese e mezzo senza nemmeno avvertirti! Senza dare l’allarme.

Tempo screanzato che non sei altro!! E pensare che sul tempo ci ho persino fatto la tesi… non sarà di certo un caso.

Vabbeh, e dunque stasera ho voglia di scrivere. La mia vita è cambiata, in parte sì, e in parte no. La parte no è quella che riguarda i miei ritmi, sempre un po’ scombussolati (del tipo che ora magari dovrei essere a dormire, e invece sono qui a scrivere… povero maritino mio! Oppure domenica mattina, non so perché, mi sono svegliata alle 5.30 di mattina, e non c’è stato verso di riaddormentarmi! mah), i miei amore gattosi (non potrei vivere senza), e l’amore per la cucina. Gli esperimenti culinari proseguono e devo dire che ne sono sempre più contenta… poi magari metto pure un paio di foto, eh! E non cambia la mia voglia di viaggiare… anzi il mese scorso siamo andati a Londra ❤ a sentire un carissimo amico suonare (e abbiamo avuto la fortuna di essere ospitate da altrettanto care amiche… che meraviglia!), poi abbiamo passaato tre fantastici giorni vicino a Rimini, per un “weekend yogico” in un ashram (anche se non abbiamo vissuto lì, e aggiungerei un “purtroppo”), dove ho imparato lo nada yoga… e voglio che lo yoga faccia sempre più parte della mia vita!, e alla fine siamo pure stati un weekend a Genova, ospiti anche qui di cari amici, che hanno organizzato una fantastica rimpatriata. Insomma, ho avuto il mio bel da fare! E allora, dove sono sti cambiamenti? Nei tempi a mia disposizione… e nel fatto che appunto, finalmente,

HO INIZIATO A LAVORARE,

sì. E soprattutto faccio qualcosa che davvero amo: traduco. E per cui ho studiato tanto. Anche se ogni tanto mi perdo, perché purtroppo i tempi sono davvero ristretti. E lo so che magari dovrei anche essere pagata di più, lo so. Ma finora non mi sono mai occupata di sottotitoli, perciò, dato che mi ero proposta per un periodo di prova, direi che per certi versi mi è pure andata sin troppo bene, e poi, sinceramente, non avevo idea delle mie tempistiche di lavoro. Che tra l’altro, ultimamente, si sono pure modificate un bel po’, causa scadenze di consegna da “acqua alla gola”, e dell’esercizio costante, che senza dubbio aiuta. E molto. Per imparare a tradurre, bisogna tradurre. E poi, sinceramente, sono troppo felice di avere un lavoro, di vedere che vengo pagata REGOLARMENTE, ogni fine del mese, di sentire che dall’altra parte di questo schermo ci sono delle persone serie, su cui posso far conto. E poi c’è quella strana sensazione di benessere, che mi è stata tolta per troppo tempo. La sensazione di aver trovato un mio posticino. La sensazione di poter avere dei progetti in cui sento anch’io di poter dare il mio contributo. Perché i progetti li ho (anzi li abbiamo) continuati a fare, ma c’è poco da dire: è la sensazione che provi dentro a cambiare. E a cambiarti. Certo, ora sono più stanca, mi sembra di aver meno tempo per fare altre cose (ed è così), e odio il fatto di non sapere mai quando lavorerò di preciso (ci vorrebbe un lungo capitolo a parte in merito!) e, di conseguenza, di non riuscire a programmarmi o a prendermi impegni precisi, nemmeno nel weekend. A meno che non decida di non dare disponibilità a priori, e allora son certa che non lavorerò. Ma sinceramente: chissenefrega – al momento – di tutto questo? So che se ho proprio bisogno di una giornata o più, posso averla. E che se non è così necessario, posso comunque trovare un modo per giostrarmi. Sinceramente, in questo momento preferirei essere sommersa di lavoro, e poter così rimpinzare il mio conto (che piange da tempo :D) e il mio animo. Anche perché ogni giorno in cui non ricevo un incarico, finisco col tornare a chiedermi, piena d’ansia: avrò fatto male lo scorso progetto, magari per la fretta? A volte temo di non capire più l’inglese, son proprio fusa, lo so! Ma sono felice. Felice di fare ciò che amo, anche se magari non nei termini che pensavo. Felice di avere io la responsabilità di quel che faccio (sempre più mi rendo conto di aver bisogno anche di questo, di poter prendere le mie decisioni nel lavoro che faccio). Felice di sentirmi di nuovo senza il fiato sul collo, di far respirare più tranquillamente anche mio marito, e poi di lavorare qui a casa in compagnia dei miei amori pelosi. Che anche adesso sono tutti qui con me! Certo, poi sento che mi manca tradurre libri, un progetto più lungo, un corpo a corpo più complesso e soprattutto ampio, che mi permette di addentrarmi nel testo in un altro modo… ma mica si può avere tutto, no?

Vabbeh, questo flusso di pensieri si è rivelato interminabile – come sempre – e temo pure senza capo né coda. E poi lo so che dovrei rileggere tutto, per capire se le frasi hanno un senso e, soprattutto, per rendere il tutto più scorrevole. Ma all’improvviso ho troppo sonno, perdonatemi. Anche perché se stasera non vado a dormire a un’ora decente e poi stanotte giunge un’e-mail alle 3 del mattino – come sta succedendo ultimamente –  chi si alza domani mattina all’alba ed è in grado di lavorare, magari pure concentrato? Io no di certo… e allora vado, e continuo a sognare

ps: anche perché il sogno americano si è infranto, niente estrazione per me o per mio marito… sob.
pps: ma mi resta il sogno irlandese ❤ e comunque il sogno di stare bene. E poi, anche se la famiglia non vuole saperne di allargarsi – purtroppo – posso sempre riempire la casa di altri gattoni… mi sa che sarà questo il mio destino 😉

…e buoni sogni a tutti…

(in tutti i sensi)

Morfeo da cucciolo

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Informazioni su ophelia76

...chi sono? Non lo so, so solo che la follia che c'è in me non si spegnerà mai. Ed è proprio lei che mi permette di "sentire", anche se forse non andrò mai (davvero) bene per questo mondo. Chissà.
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