Ho comprato due lacrime e un sorriso…

…e mi sono emozionata anche io. Avrei dovuto scriverlo subito questo post, avrei dovuto scriverlo lì, all’istante… ora le emozioni sono già sopite, travolte dalle cose di tutti i giorni, dal rientro a casa, dalle cure ai mici (ahimè, un’altra ricaduta di Memole… raffreddore e congiuntivite… all’altro occhio! speriamo guarisca davvero stavolta), dai messaggi degli amici, la telefonata a mio marito. Ma non voglio scordare due minuti di felicità, intensa. Due occhi grandi che mi guardano e restano senza parole, un abbraccio sincero. Sincerissimo. Più sincero di molti altri vissuti sulla mia pelle.

E tutto perché io sono fortunata, molto fortunata. E allora ho pensato di fare un piccolo, piccolissimo pensiero per un’altra persona, anche se non la conosco.

Oggi c’è il sole. Avrei dovuto passare la giornata a rispondere ad alcune e-mail, a proseguire con il mio corso di tedesco da autodidatta, a tradurre qualcosa, a cercare di vendermi bene a qualche casa editrice (missione impossibile, diciamocelo). E invece c’era il sole. E allora ho pensato bene di lasciare tutto in sospeso, tanto seguiranno molti giorni di pioggia, e di uscire. Volevo andare in centro, ma mi arriva un sms dal negozio di animali: sconto del 20% su tutto. Il che significa che dovevo andare a far scorta di sacchettini biologici (ebbene sì) per tenere pulita casa e non aumentare la produzione del secco, giusto? Ma, lavorando da casa (anzi: non lavorando, mi correggo), da questa settimana non ho più la macchina. Nel caso mi serva, posso sempre accompagnare mio marito al lavoro con la sua, e tenermela in giornata, dovrebbe funzionare come idea. Per ora. E quindi, sole più sconto uguale camminare tra i colori dell’autunno. Ma che magnifica idea! E così sono uscita, stavolta facendo attenzione a dove metto i piedi, visto che non più di una settimana fa sono felicemente caduta su me stessa a causa di orribili buchi sui marciapiedi (non visti per via di twitter, ehm ehm…), prendendo una bella distorsione alla caviglia. Ma io non mi arrendo! Una stupenda colonna sonora nelle orecchie e meravigliosi colori autunnali negli occhi, anche in città, e via.

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E così, portata a termine la missione “animali”, invece di dirigermi al supermercato lì vicino decido di allungare ancora la passeggiata, verso un discount, per comprare un paio di cose che mi servivano. Tanto fuori si sta bene, e camminare mi fa bene. Scrivo a mio marito “Mi sto allenando per Monaco e New York” e lui ovviamente teme già di trovarmi a casa con la caviglia stragonfia (ancora non è a posto in effetti) e il ginocchio, per cui sto aspettando una risonanza, più dolorante del solito. Lo so, ho la testa dura e non bisognerebbe fare così, ma oggi mi sento bene e voglio approfittarne. E poi ho molta fiducia nelle capacità di autoguarigione del corpo, come dice il mio dottore.

Arrivo al mio discount “amico”, e all’entrata vedo una signora di colore, che spera nella generosità degli altri. Quando entro mi saluta e mi fa un grande sorriso, credo che abbia più o meno la mia età. E così mi viene in mente di averla vista anche l’ultima volta che sono andata lì a fare la spesa. Di solito non faccio mai l’elemosina, non so se sia una cosa positiva o negativa, ma nella mia mente penso sempre che non risolverò niente dando loro soldi (che tra l’altro non ho), soprattutto se poi quei soldi magari non finiscono nemmeno nelle tasche delle persone che vedo, ma in mano a qualcun altro. E così, anche quella volta, le ho chiesto se potevo darle qualcosa della spesa che avevo fatto e si è presa una banana. Stavolta ho pensato di comprare qualcosa direttamente per lei. Non sapevo cosa, non so niente della sua vita, non so cosa le piace cosa no. E non so se avrebbe accettato o meno (mi è capito di incontrare persone che volevano soldi e basta), e così ho preso un pacchetto di merendine. Certo, non sono nutrienti, non si sfama nessuno con quelle, e di sicuro non sono beni di prima necessità. Ma ho pensato che erano confezionate singolarmente e avrebbe potuto mangiarle mentre era lì, al freddo, e sarebbero durate più giorni. E che di sicuro, a casa sua, avrebbe avuto qualcuno a cui darle, magari aveva dei figli… e di sicuro se non hai soldi non vai a spendere quei pochi che ti restano per le merendine. Ho anche pensato che, nel caso non le avesse volute, mio marito le avrebbe mangiate… e che non essendo deperibili non si sarebbero sciolte nel tragitto verso casa (ok, d’accordo, a volte penso davvero troppo!). Insomma… ho investito due soldini, per un pensiero. Un piccolissimo pensiero, e forse anche stupido.

Finita la spesa, sono andata alla cassa… e dalla cassa non vedevo più quella ragazza. “Vabbeh, pazienza”, mi sono detta, “sarà per la prossima volta”. Invece, appena uscita, la vedo che sta parlando (sempre con un dolce sorriso in volto) con una signora venuta a fare la spesa. Mi avvicino, le interrompo per un secondo, e le dico: “Tieni, se le vuoi, queste le ho prese per te”. Mi vengono ancora i brividi, se ci penso. Perché lei si è interrotta, ha sgranato gli occhi, mi ha guardata come se fossi un’aliena. E mi ha detto: “Davvero?”, con lo sguardo di un bambino piccolo a cui fai una sorpresa bellissima, il suo regalo preferito. Io credo non abbia nemmeno guardato cos’avevo preso, perché credo che la sorpresa non sia stata il fatto di averle dato qualcosa, ma il fatto di averle detto che l’avevo preso apposta per lei. Si è avvicinata per abbracciarmi e darmi due baci, spontaneamente, chiedendomi se poteva. “Ma certo!”, ed è stata un’emozione unica. Poi mi ha guardata, con quei suoi bellissimi occhi, a bocca aperta. E senza pensare le ho detto: “Non piangere, altrimenti mi metto a piangere anch’io”, ed era vero. E insomma, poi sono più o meno fuggita perché quasi mi vergognavo, quando mai qualcuno di noi reagirebbe così di fronte a un gesto insignificante come il mio? Un pensiero simile ti mette di fronte alla realtà dei fatti, a quanto io e mio marito (e i nostri quattro gatti) siamo fortunati, e possiamo permetterci molto più di quello che ci serve. E così sono andata verso casa, mentre le mi fissava ancora da lontano, senza parole… E ci siamo salutate con la mano, e le ho detto che tanto ci saremmo riviste presto. E mi sono venute le lacrime agli occhi. Lei non credo che lo sappia, ma mi ha dato molto, molto di più di quel che le ho dato io. Lo so, non le ho cambiato la vita, non l’ho aiutata… ma a volte un po’ di calore è quello che ci serve per arrivare a fine giornata. E lei me l’ha regalato di sicuro, io spero almeno un pochino.

Senza contare che ovviamente nel tragitto verso casa (fortuna che erano solo 15/20 minuti di strada!) ho iniziato a fantasticare… di conoscerci meglio, di portarla a pranzare da me una volta (se le va) e mi son tornati in mente tutti gli ideali che avevo finita l’università… già perché allora ho persino scritto a Medici senza frontiere per chiedere se prendessero psicologi in missione (all’epoca no). Sono una pazza… chissà se mio marito se ne rende davvero conto. Ma ho voglia di fare qualcosa che mi faccia sentire bene, e non sempre centrata su me stessa. Fosse anche due chiacchiere sincere con una ragazza davanti al supermercato, che male c’è? Spero solo di non perdermi mai. Sono una sognatrice, lo so. E questa parte di me vorrei che sopravvivesse.

Ecco… e forse ora è tornata la fame anche a me, magari sarà pure ora di pranzare.

ps: inutile dirlo, ma di revisioni non ce ne sono. Almeno qui, almeno nel mio flusso di pensieri storti. E lo so che sbaglio. Così com’è inutile dirmi che scrivo troppo…

Informazioni su ophelia76

...chi sono? Non lo so, so solo che la follia che c'è in me non si spegnerà mai. Ed è proprio lei che mi permette di "sentire", anche se forse non andrò mai (davvero) bene per questo mondo. Chissà.
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