In dream begin responsibilities…

E niente. Il titolo non c’entra niente con il post. Il post non c’entra niente con i sogni. Forse.

Perché? Perché non ho ancora deciso di cosa parlerò, ma come sempre lascerò i pensieri fluire e seguire le onde. E allora è il 23 dicembre, sono a casa da sola, ho finito la traduzione per oggi, dovrei sistemare qui e fare mille cose. Ma. Ma c’è un ma.

Niente di grave. Ho solo cercato tra i miei vecchi CD e ritirato fuori Achtung Baby, degli U2. Non lo ascoltavo da secoli… e so ancora tutti i testi a memoria! (per forza poi non riesco mai a ricordarmi nulla, ho la memoria intasata!). E così il titolo è semplicemente la strofa che stavo cantando in quell’esatto istante. Tutto qui.

Ora sta passando “Love Is Blindness” una della mie preferite. Vabbeh, ma sono tutte belle, inutile parlare di preferite o meno. “Love is drowning, in a deep well. All the secrets, and no one to tell. Take the money. Honey. Blindness”.

E niente… quante volte ho detto “E niente” finora? Lasciamo stare. Il fatto è che sono fatta male. Malissimo. Mi lascio trascinare, dalle cose, dal vento, dalla musica, dai film, dal teatro, dai gatti, dai libri, dalle storie raccontate, nelle voci degli altri, nei loro occhi. E dal mare. Nel senso che non lo so come siano fatti gli altri, ma io mi perdo. Mi perdo tantissimo. E a volte non mi ritrovo. Mi sento risucchiare. Esco dal cinema, e faccio fatica a parlare perché sento ancora mille emozioni che turbinano dentro. Sento una canzone e devo cantarla, anche solo sottovoce, e mi vengono i lacrimoni se la trovo emozionante. E poi mi dipinge di quei colori tutto ciò che mi circonda. Vado a un ritiro di yoga e mi dà fastidio sentire poi le persone ciarlare allegramente, perché sento di aver bisogno di quel silenzio che mi permette di far risuonare tutto dentro. Pensavo fosse per tutti così, ma mi sa che mi sbaglio. Ed è bellissimo. Ma fa anche malissimo. Guardo il mare e mi vorrei immergere dentro le sue onde. Chiudere gli occhi e sentirle forte. Sentire il suo odore. Sono felice così, solo a sentirlo, meglio se non fa troppo caldo. Anche con il lago. Potrei stare ore a fissarlo. Ma c’è chi si annoia. C’è chi mi dice che gli mette malinconia. Ma a me a volte questa malinconia fa essere felice, è una malinconia bella, non è tristezza. Mi gonfia il cuore. Solo che poi mi ferisco con niente. Così come se sbatto appena contro una sedia mi viene subito un livido enorme, o mi taglio davvero con niente… altrettanto mi si taglia l’anima se mi viene detto qualcosa che non mi aspetto. Mi sento ipersensibile, non ho mai la risposta pronta, non so reagire all’istante. E finisco con il dire sempre meno di me. Con il nascondermi dietro un dito. Dietro un blog in cui non metto la faccia, né il nome. Sto cercando di migliorare. Con le persone più vicine sono me stessa. Ma faccio fatica, tanta fatica a dire davvero quello che penso, perché so di non avere la verità in mano, che ogni opinione può giustamente essere ribattuta, ma se non so di avere tutti i dati (e non li avrò mai su nessun argomento) non mi sento sicura nemmeno di quello che penso. Sono sempre pronta a rimettermi in discussione. Solo faccio fatica se invece di parlare con tranquillità mi sento aggredita.

Ho provato a scrivere in un sacco di forum, ma alla fine mi blocco sempre perché ci sarà sempre chi mi fraintenderà. Le parole sono fonte di fraintendimento. Sono limitate. Sono quasi nate per essere fraintese. A volte mi pare sia così. O forse non sono abbastanza brava io. È che ogni parola ne nasconde dietro altre cento, altre mille. Le sfaccettature sono difficili da interpretare a volte. L’ottusità, il soggettivismo prendono sempre il sopravvento. E io mi sento spersa, perché prima mi sento ferita e poi non so più come ribattere, e o non dico niente, o finisco quasi col chiedere scusa, per avere avuto una mia idea in merito diversa da quella di qualcun altro. Sto cercando di migliorare. Di aver più rispetto anche per me stessa, non solo per gli altri.

E forse mi perdo in tutto ciò che non ha parole certe, perché può essere interpretato, sentito e vissuto, in mille modi diversi. E io lo vivrò con il mio. Come il mio mare. Mi manchi.

 

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Informazioni su ophelia76

...chi sono? Non lo so, so solo che la follia che c'è in me non si spegnerà mai. Ed è proprio lei che mi permette di "sentire", anche se forse non andrò mai (davvero) bene per questo mondo. Chissà.
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