Ritorni

Non ho più scritto

Sono scesa un attimo all’inferno e ho fatto ritorno.

Un inferno fatto di sesso, di masochismo, di incontri vuoti e inutili, anche se non sempre.

Un inferno fatto dei diavoli che sono dentro di me. Li ho guardati in faccia. Ci ho sputato contro. Li ho amati. Li ho abbracciati. Li ho baciati. Scopati. E poi sono scivolata via. Di nuovo.

Ho deciso di chiudere una storia. Che in un anno mi aveva fatto a pezzi più e più volte. Perché non era la mia storia. Era la storia di un’altra persona, a cui io mi adattavo come liquido. Ma ogni volta restavo vuota. Per un attimo brillava in me il desiderio, l’eccitazione, ma non arrivava mai al dunque. Perché i desideri erano i tuoi, così lontani dai miei. Soddisfaceva solo i tuoi bisogni. Che erano gli stessi miei. Per quello non potevamo mai veramente incontrarci. Ma tu non l’hai mai capito. Hai fatto di me il tuo burattino. Solo perché te l’ho permesso io. Però quella era una forma di dolore che non mi dava piacere. Era solo una forma di vuoto per me. E non faceva che allargare ancora di più i buchi che ho dentro.

E così, dopo aver capito chi sono, anche grazie a questo, non lo nascondo, ho capito ancor meglio cosa voglio. Dove voglio andare. Dove sto io. E non è con te. Non è stando al tuo gioco che succede. Non è tradendo la fiducia di altre persone che mi sentirò bene. Te l’ho detto mille volte che non poteva continuare.

E ora che sono scomparsa io, per la prima volta, non te ne fai una ragione. Mi rincorri come un pazzo. Affermi di essere sotto casa mia in piena notte. Mi chiami ancora più tardi. Una, due, tre, cinque volte di fila. Ma resisto. Non rispondo. Perché ora so chi sono. So cosa posso avere. So di cosa posso godere. So cosa mi merito. Nel bene e nel male. E tu non sei una di queste cose. Ricordatelo.

Mi insulti. Mi chiedi scusa. Mi offendi di nuovo. Colpisci sul vivo, mi fai sentire in colpa. Mi dici di farmi curare. Mi dai dell’ipocrita. Dell’idiota del cazzo. Chiudi anche tu. Forse tornerai tra qualche giorno, chiedendomi scusa di nuovo. Ma non cambieranno le cose. O forse davvero non tornerai più.

Ora sono più forte. Anche se mi fai male, non torno da te. Non ho più bisogno di scattare ad ogni tuo schiocco di dita. Non ho più bisogno di te per vivere le mie notti. Sto finalmente bene anche da sola. So che tipo di male mi dà piacere, e non è il tuo. E spero che il senso di ansia, di angoscia, di questi ultimi giorni scompaia. Spero la porta sia chiusa davvero. Altrimenti la serrerò più forte. Ma non tornerò indietro. O non avrò mai più la mia vita. Non voglio essere perdonata da te. Perché mi dai dell’egocentrica arrogante e non so che altro. Quando tutto ciò che mi chiedi è soddisfare le tue perversioni. A costo di pagarmi. No. Non sono perversioni condivise. E quando parlavo di amicizia non intendevo questo. Ma a te non interessa. Non è vero che rinnego un rapporto. Il punto è che non lo è mai stato. Non era reale. Io ero solo uno strumento del tuo piacere. Ma questa funzione la addobbavi di tanto altro, per non farla sembrare tale. Per toglierti ogni responsabilità. E darla solo a me. Ma non sono più la tua bambolina. Non sono più la tua bambolina. Non son più la tua bambolina. Quella bambolina che nella tua testa era una mistress. Così ti pareva di rendere giustizia alle cose. Ma il comando l’hai sempre avuto tu, altrimenti non saremmo arrivati fin qui.

La tua schiava se ne va. Perché in fondo non è mai stata tua. Perché in fondo non è mai stata davvero schiava. Perché tu una schiava non la volevi. E mi hai solo ingannata.

 

 

 

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Informazioni su ophelia76

...chi sono? Non lo so, so solo che la follia che c'è in me non si spegnerà mai. Ed è proprio lei che mi permette di "sentire", anche se forse non andrò mai (davvero) bene per questo mondo. Chissà.
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